Archivio mensile:febbraio 2019

  • La cura delle gambe: tra farmaci, calze e chirurgia.

    Avevo le varici, mi sono fatta operare, devo ancora portare le calze? - Spesso lo specialista si sente fare questa domanda peraltro legittima e condivisibile ma purtroppo deve spesso rispondere che si, la Paziente deve continuare ad indossarle!

    Ma perché? L’insufficienza venosa, soprattutto quando avanzata e tale da necessitare una correzione chirurgica come nel caso della malattia varicosa, non guarisce con l’intervento. Anche il miglior chirurgo vascolare può solo intervenire sulle vene malate evidenti, asportandole o comunque escludendole dalla circolazione ma non può certo agire su tutto il sistema venoso che in quella persona è evidentemente predisposto a formare varici. Non è infatti infrequente la cosiddetta recidiva varicosa, cioè la comparsa di nuove varici a distanza di anni da un precedente intervento.

    Per questa ragione non bisogna “abbassare la guardia”, l’ assunzione di farmaci (non integratori!) che agiscano sul tono venoso soprattutto nel periodo estivo, il costante esercizio fisico e l’attenzione alla correzione degli stili di vita errati (il sovrappeso soprattutto!) sono alla base di una gestione attenta e la calza elastica mantiene  un ruolo predominante al fine di evitare, od allontanare nel tempo, l’eventuale recidiva. Con ogni probabilità si potrà ridurre il livello di compressione (per es da un K2 ad un K1), ma non certo abbandonarle.

  • Che differenza c'è tra calze in denari o in millimetri di mercurio?

    Le calze elastiche di dividono in due grandi categorie: le riposanti (o di supporto) e le terapeutiche.

    La grande differenza sta nel differente livello di insufficienza venosa che possono trattare.

    Una calza elastica si definisce terapeutica quando è in grado di trasmettere una pressione di almeno 18 mmHg alla caviglia ed è indicata per il trattamento delle varici e delle loro eventuali complicanze. In questi casi l’insufficienza venosa diviene “malattia” e necessita di conseguenza di un trattamento più energico.

    Nei casi più lievi, come in caso di presenza di piccoli capillari dilatati superficiali o in caso di semplici sintomi come la pesantezza della gambe dopo un lungo periodo in piedi, come può succedere per esempio ad un barista o ad una commessa, una calza elastica terapeutica può essere eccessiva ed in questi casi potrebbe bastare una calza riposante.

    Il denaro (per esempio 70 denari) rappresenta il peso del filato (9000 metri= 70 grammi) con cui è confezionata quella calza e non corrisponde alla compressione che dovrebbe essere misurata e comunicata dal produttore. Una calza riposante dovrebbe trasmettere almeno 10-12 mm di pressione alla caviglia.

  • Calze elastiche: quando le porto?

    Qualsiasi sia la ragione per cui è stata prescritta una calza elastica è importante tenere presente alcune modalità di utilizzo che ne rendano ancora più efficace l’azione.

    Se è vero che la compressione del circolo venoso dall’esterno è per se utile a migliorare l’efficienza del sistema circolatorio aiutandone lo svuotamento e riducendo così la sensazione di pesantezza alle gambe, è durante il cammino che questa agisce ancora meglio.

    Come si ricorderà infatti il passo attiva le pompe venose della pianta del piede e del polpaccio che vengono rese ancora più efficaci dalla presenza di un supporto esterno, quali appunto sono le calze elastiche, tanto più efficace quanto più rigido, in quanto la resistenza che trovano i muscoli ad espandersi viene scaricata all’interno verso le vene migliorandone il drenaggio.

    Per queste ragioni le calze a compressione graduata vanno indossate al mattino al risveglio, se possibile mentre si è ancora a letto o poco dopo essersi alzati sfruttando l’effetto drenante ottenuto dalla posizione sdraiata notturna.

    Durante la giornata bisogna comunque evitare di stare fermi a lungo in piedi o seduti, imponendosi di fare qualche passo, magari sfruttando una pausa caffè o la necessità di spostarsi da un ambiente, almeno ogni due ore. Se possibile inoltre, soprattutto se si va al lavoro in auto, utile parcheggiare ad almeno 500 metri dalla sede per essere costretti a camminare abbastanza a lungo almeno due volte al giorno.

  • Taglia della calza a compressione graduata: perché è importante sceglierla correttamente?

    Quando il vostro Medico vi prescrive un medicinale normalmente vi dice il suo nome, la dose e quante volte al giorno e per quanto tempo lo dovete assumere.

    La scelta del nome non è altro che l’indicazione del tipo di farmaco che è più utile per la vostra malattia, la dose è scelta in base alle vostre caratteristiche, per esempio il peso, il numero di assunzioni dipende dalla capacità del farmaco di agire nel vostro organismo. A volte l’azione è lunga, quindi lo si deve prendere una volta al giorno, a volte più breve ed allora lo si deve assumere due o più volte nella giornata.

    Nel caso di una calza elastica la prescrizione deve essere altrettanto accurata!

    Il nome, espresso in classe di compressione,  è il livello di pressione necessario per trattare la vostra malattia, la dose è la taglia della calza necessaria per ottenere questo risultato sulla vostra gamba la cui scelta necessita di una accurata misurazione delle circonferenze e della lunghezza dell’arto, il tempo di trattamento quando e per quanto indossarla.

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