Il Diabete come malattia vascolare

Può sembrare un'eresia ma qualche tempo fa ho sentito definire il Diabete “malattia vascolare”.

In effetti quando ci si riferisce al diabete si pensa in prima istanza alla glicemia, all’insulina, alla dieta, ma non si deve dimenticare che l’iperglicemia comporta tutta una serie di danni su proteine (che vengono alterate anche nella loro funzionalità dalla cosiddetta glicosilazione), infiammazione e produzione di sostanze tossiche (tra le quali i radicali liberi). Questa è la ragione per la quale si insiste tanto sul mantenimento di un adeguato compenso diabetico.

Noi però non ci concentreremo su questi aspetti, peraltro importantissimi e fondamentali anche ai fini degli argomenti che affronteremo, ma focalizzeremo la nostra attenzione sulle complicanze che questa malattia provoca nel tempo e che come vedremo ha un unico comune denominatore: i vasi.

Conseguenze del diabete e complicanze vascolari

Macroarteriopatia, Microarteriopatia, Nefropatia, Neuropatia e Retinopatia diabetica sono le tipiche complicanze vascolari del diabetico, tanto più precoci e gravi quanto peggiore e prolungato è lo scompenso della malattia, scompenso per il quale è fondamentale seguire una dieta rigida, assumere correttamente le terapie farmacologiche e mantenere una vita attiva!

Che cos’è l’arteriopatia: sintomi e cause 

La macroarteriopatia colpisce le arterie, i vasi che, come ormai sappiamo bene, sono deputati a trasportare il sangue ricco in ossigeno e sostanze nutritive alle cellule.

La arteriopatia nel diabetico è più precoce e si evidenzia anche con un anticipo di dieci anni rispetto a quanto possa avvenire in un non diabetico. La concomitante presenza di altri fattori di rischio come il fumo non può che peggiorare ed accelerare ulteriormente il quadro. La malattia colpisce i vasi di grosso calibro ma predilige soprattutto le arterie periferiche delle gambe che presentano nei casi più conclamati un lume estremamente ridotto ed irregolare dovuto alla deposizione di placche aterosclerotiche lungo tutto il loro percorso. Altrettanto colpite possono essere le coronarie, le arterie del cuore, e le carotidi, le arterie che irrorano il cervello. Le manifestazioni, purtroppo, più note sono l’infarto, l’ischemia cerebrale e difficoltà al cammino ma anche gravi lesioni ischemiche alle gambe ed ai piedi.

Il tutto è inoltre complicato dal fatto che nel diabetico è spesso presente anche una neuropatia, ne parleremo tra poco, che spesso toglie la sensibilità al dolore e che può a sua volta favorire la progressione di lesioni che non danno sintomi ma che possono causare danni veramente gravi. Non è infrequente nel diabetico un infarto che evolva del tutto senza dolore, e che per questo può svilupparsi anche senza una diagnosi ed una terapia tempestive.

Figura 1: Spesso artriopatia e neuropatia convivono e sommano i danni

La microarteriopatia  prosegue il danno a livello dei piccoli vasi e dei capillari, in questo caso riducendo progressivamente la capacità non solo di trasporto ma anche di cessione di nutrienti dovuta alla alterazione della parete dei piccoli vasi, fondamentale per gli scambi.

I problemi vascolari, macro e micro in sequenza, determinano la perdita di capacità di trasporto e di perfusione oltre che di adattamento alle varie necessità momentanee. La carenza di nutrienti, come abbiamo già visto in altre occasioni, comporta sofferenza e morte cellulare con comparsa di lesioni che nelle gambe e soprattutto ai piedi si esprimono con ulcere che tendono a progredire spontaneamente, spessissimo infette (il diabete predispone alle infezioni) e con scarsissima capacità di guarigione anche se trattate.

Che cos’è la neuropatia: sintomi e cause

La neuropatia è la conseguenza del danno vascolare che si esprime sui nervi. Semplificando molto, i nervi sono l’equivalente del nostro impianto elettrico di casa e si occupano di condurre in tutto il corpo comandi, sensazioni, informazioni. I nervi hanno loro stessi una vascolarizzazione rappresentata dai cosiddetti “vasa nervorum”. Questi sono colpiti dalla microangiopatia come tutti gli altri vasi e di conseguenza irrorano con minore efficienza il sistema nervoso, la glicosilazione delle proteine fa il resto…

Nella maggior parte dei casi la neuropatia provoca anestesia periferica di mani e piedi, più raramente dolore. La neuropatia degli arti inferiori è alla base di una delle complicanze più complesse e difficili da trattare, il piede di Charcot, la assenza di dolore non fa percepire danni e loro conseguenze (per esempio da scarpe inadatte) , la sensazione di calore non è più percepita, alla lunga il piede si deforma e si creano aree di eccesso di pressione che non vengono ritenute inizialmente gravi ma che in relativamente breve tempo portano a lesioni ulcerative, pressoché sempre aggravate dalla microangiopatia e dallo scarso apporto di sangue

Figura 2: tipiche alterazioni posturali ed ossee del piedediabetico

La neuropatia “autonomica” è invece alla base della comparsa di importanti disturbi come la caduta della pressione al mettersi in piedi ed alterazioni gravi della funzionalità del tubo digerente  (nausea, vomito, stipsi o diarrea, e della funzione degli sfinteri (perdita di urine e/o feci).

Che cos’è la retinopatia diabetica: sintomi e  cause 

La retinopatia è l’espressione vascolare del danno alla vista. La retina è l’organo deputato a trasformare le immagini in impulsi nervosi che divengono visione nel nostro cervello.

Nel diabetico compaiono dapprima piccole dilatazioni dei vasi pre-esistenti e poi inizia la proliferazione incontrollata di nuovi vasi che interferiscono sempre più pesantemente nella visione. Nel paziente diabetico è inoltre molto più probabile che si presentino problemi di cataratta.

La retinopatia diabetica è attualmente la causa più frequente di cecità nel mondo occidentale

Figura 3: le lesioni provocata sulla retina sono spesso causa di cecità precoce

Che cos’è la nefropatia: sintomi e cause

Ed infine la nefropatia. La stragrande maggioranza dei Pazienti attualmente in Dialisi soffre di questa patologia.

Anche in questo caso il danno inizia nella parete dei vasi che sono deputati alla filtrazione del sangue. Si tratta di un vasellino, che ne sono una quantità in ogni rene, che si dispone a mo di gomitolo all’inizio di ogni microcondotto da cui poi uscirà l’urina dai nostri reni. Il sangue lo percorre e dalle sue pareti fuoriesce la “pre-urina” che poi verrà concentrata più oltre. La microangiopatia lo rende meno efficiente ed efficace ed il primo segno della sua sofferenza è la perdita di proteine che non vengono più trattenute. La si definisce “proteinuria”  ed a seconda di quante ne ritroviamo nelle urine avremo un indice del danno che se non trattato adeguatamente porterà inevitabilmente alla insufficienza renale terminale.

Figura 4: il glomerulo renale

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