Archivio mensile:gennaio 2019

  • Come funziona il Circolo Venoso degli Arti Inferiori.

    Tutti conosciamo a grandi linee il sistema circolatorio: il cuore spinge il sangue nelle grandi arterie, l’Aorta e le sue principali diramazioni ed ognuno di questi rami a sua volta si suddivide in tronchi più sottili per giungere alla destinazione finale. Qui inizia il circolo capillare. Ogni nostra cellula è nutrita da un capillare. Una volta percorso il capillare il sangue viene raccolto in piccole vene e vasi linfatici percorrendo a ritroso la strada verso il cuore. Il complesso Arteriole–Capillari–Venule e Linfatici, è definito è “l’unità funzionale microcircolatoria” ed è qui avvengono tutti gli scambi di ossigeno e varie sostanze tra sangue e cellule.

    Negli arti inferiori la situazione è complicata dal fatto che stando in piedi il sangue delle vene deve pure risalire verso l’alto. Ciò può avvenire grazie all’aiuto di una serie “pompe venose”: la pianta del piede, i muscoli del polpaccio e la respirazione, che si attivano principalmente durante il cammino e che sono coadiuvate da valvole che sono situate all’interno delle vene e che aiutano il ritorno del sangue verso il cuore.

  • Come cambia lo scorrimento del sangue nell’insufficienza venosa?

    Il nutrimento delle cellule avviene solamente quando il sangue percorre i piccolissimi vasellini che corrono accanto ad ogni singola cellula del nostro corpo: i capillari.

    E’ a questo livello che avvengono gli scambi di ossigeno e nutrimenti tra sangue e cellule . Nell’insufficienza venosa una seria di fattori possono influenzare negativamente il ritorno del sangue verso il cuore, il solo fatto di stare a lungo in piedi può interferire, ma nella maggior parte dei casi ciò è dovuto ad un cattivo funzionamento delle valvole venose che sono distribuite all’interno di tutte le vene del nostro corpo e che agiscono facendo si che, nel caso delle gambe, questo possa  solo possa risalire verso l’alto.

    Se le valvole sono insufficienti (e da qui deriva la definizione di insufficienza venosa) si creerà  un ingorgo che graverà sulle strutture a monte creando una sorta di ipertensione venosa che si ripercuoterà sul sistema dei capillari che abbiamo descritto sopra

  • Insufficienza Venosa: come cambiano le cose.

    Nella insufficienza venosa il rallentamento del flusso di sangue nelle vene realizza un fenomeno molto simile a quello di un ingorgo di traffico che si definisce “stasi venosa” e che altera profondamente i rapporti tra sangue e tessuti ed impedisce un adeguato nutrimento delle cellule.
    La stasi impedisce all’ossigeno ed alle sostanze nutritive di passare dal sangue alle cellule e viceversa realizzandosi il fenomeno della “ritenzione idrica” che si esprime con l’edema e la sensazione di piedi e gambe gonfie che si realizza e diviene evidente durante la giornata e soprattutto la sera.
    Tutto ciò non avviene in tutte le forme di insufficienza venosa. Nei primi stadi, caratterizzati da piccoli vasellini evidenti sottopelle (i cosiddetti capillari) o da piccole vene appena dilatate non vi sono ripercussioni evidenti. Paradossalmente anche in caso di varici non sempre si crea un edema evidente e spesso sono del tutto prive di sintomi.

  • Perché Un Blog Sulla Terapia Compressiva?

    Da oggi in poi, con cadenza settimanale, troverete su questo blog un articolo dedicata all'insufficienza venosa e alla terapia compressiva. Ho deciso di scrivere di questo tema partendo da un'esperienza personale.

    Ogni volta che ricevo in ambulatorio una persona con segni e sintomi di insufficienza venosa mi sento invariabilmente dire: “Dottore, però non mi prescriva le calze elastiche perché non le sopporto!”

    A quel punto la tentazione è forte e si vorrebbe replicare: “ma allora che ci è venuto/a a fare dal me?”

    La terapia compressiva e la calza elastica sono normalmente considerate un disturbo più che una terapia, un complemento di un trattamento che si preferirebbe più comodo, tipo assumere una compressina al giorno o mettere una cremina quando ci si ricorda, soprattutto all’incombere dell’estate e della “prova costume”

    Ed invece no!

    Impareremo che la compressione elastica ha delle precise indicazioni nella gestione di molte malattie delle vene e dei linfatici, che il suo effetto è nei fatti “farmacologico” riuscendo a modificare significativamente lo stato della microcircolazione messa in crisi dal rallentamento della fase di ritorno del sangue verso il cuore e che in molti casi è l’unico presidio in grado di interrompere l’evoluzione e promuovere la guarigione in gravi patologie come l’ulcera o le trombosi venose.

    Negli anni la scuola flebologica Italiana ha pubblicato e revisionato, anche con il mio contributo, le Linee-Guida per la cura ed il trattamento delle malattie delle Vene e dei Linfatici, cui ci ispireremo per affrontare i vari argomenti

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